Limiti di deducibilità per alcune spese (ristorante, autovetture, cellulari) per il regime "CONTRIBUENTI MINIMI" « Tutor Contabile
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Limiti di deducibilità per alcune spese (ristorante, autovetture, cellulari) per il regime “CONTRIBUENTI MINIMI”

elaborazione

In questo articolo ci occuperemo delle regole di deducibilità, limitatamente per alcune spese, che si applicano ai soggetti che hanno aderito al regime dei minimi, ai sensi dell’art 27 della D.L. 98/2011. Il regime dei minimi, come noto, è un regime alternativo e sostituivo dell’ordinaria IRPEF; pertanto, per esigenze di semplificazione e di controllo, alcuni limiti di deducibilità che sono presenti nel TUIR non sono applicabili ai soggetti che hanno deciso di aderire al regime agevolato. Stiamo parlando delle “classiche” spese per ristorante, albergo, e per beni ad uso promiscuo, come ad esempio il cellulare e l’autovettura. Tale regime (contribuenti minimi), ai sensi dell’art. 10, comma 12-undecies, del D.L. 192/14, è stato abrogato e rimane valido solamente per tutti coloro che hanno iniziato l’attività entro il 31.12.2015.

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che “tenendo conto della particolarità del regime dei minimi che prevede una modalità semplificata di determinazione del reddito ai sensi del comma 104 si ritiene che non possano trovare applicazione le norme del TUIR che prevedono una specifica limitazione nella deducibilità dei costi”. Inoltre, la stessa Agenzia aggiunge che “le spese relative a beni ad uso promiscuo e, quindi, parzialmente inerenti, nonché le spese relative a tutti i beni a deducibilità limitata indicati negli articoli 164 e 102, comma 9, del TUIR (ad esempio autovetture, autocaravan, ciclomotori, motocicli, e telefonia) rileveranno nella misura del 50 per cento dell’importo corrisposto comprensivo dell’Iva per la quale non può essere esercitato il diritto alla detrazione(Circ. Ag. Entr., 28 gennaio 2008, n.7/E). Tutto ciò è coerente con quanto la stessa Agenzia aveva chiarito in precedenza, ossia che “per esigenze di semplificazione rilevanti anche ai fini del controllo, si ritiene che i beni strumentali solo in parte utilizzati nell’ambito dell’attività di impresa o di lavoro autonomo esprimano un valore pari al 50 per cento dei relativi corrispettivi” (Circ. Ag. Entr., 21 dicembre 2007, n. 73/E, par. 2.1).

Pertanto, la regola è chiara: per quei determinati costi per i quali ordinariamente si prevedono dei limiti di deducibilità, come spese per ristoranti e alberghi, nel caso dei c.d. “contribuenti minimi” siano interamente deducibili; mentre nel caso di beni ad uso promiscuo (o non prettamente inerenti), come ad esempio autovetture e telefoni cellulari, nel caso di specie possano essere portati in deduzione solamente per il 50%. Si propone una tabella riassuntiva dei costi più comuni, per chiarire quanto esposto sopra. Si ricorda che il regime di esenzione IVA dei contribuenti minimi non permette loro di portarsi in detrazione l’IVA sugli acquisti che pertanto diventa un costo.

COSTO

REGIME “CONTRIBUENTI MINIMI”

REGIME ORDINARIO TUIR

ALBERGO E RISTORANTE

Interamente deducibile (costo IVA compresa)

Il costo (netto dell’IVA) è deducibile nella misura del 75%

CELLULARI

Il costo (IVA compresa) è deducibile nella misura del 50%

Il costo è deducibile nella misura del 80% (netto dell’IVA, che può essere detratta nella misura del 50%)

AUTOVETTURE

Il costo (IVA compresa) è deducibile nella misura del 50%

Il costo è deducibile (netto dell’IVA, che nel caso di specie può essere detratta nella misura del 40%) nella misura del 20%.

Esempio:

INCASSO/PAGAMENTO

RILEVANZA FISCALE

 Compensi  20.000  20.000

acquisto autovettura

15.000

7.500

acquisto telefonino

700

350

acquisto altri beni inerenti

2.500

2.500

spese” per autovettura (carburante e manutenzione)

2.000

1.000

ristorante (pranzi e cene)

500

500

Le spese di rappresentanza (omaggi ai clienti), inoltre, mantengono le stesse regole di deducibilità del TUIR; infatti “le spese di rappresentanza, pertanto, che possono essere ritenute anch’esse inerenti entro limiti di congruità fissati dal comma 2 del decreto, saranno deducibili nei limiti del citato plafond anche per i soggetti che rientrano nel regime dei minini(Circ. Ag. Entr. , 13 luglio 2009, n. 34/E, par. 9). Pertanto, esse sono deducibili nel limte dell’1,3% dei ricavi per le imprese e dell’1% dei compensi per i lavoratori autonomi.

Si ringrazia per la lettura e per maggiori chiarimenti si consiglia di iscriversi alla newsletter per rimanere aggiornati su tutte le novità fiscali.

Dott. Giorgio Bortoluzzi

Tutorcontabile.it

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